Leo

Studio Legale Tributario

Trattamento fiscale del bed and breakfast

In merito al quesito postomi, e prima di dare ad esso risposta seppur sintetica, mi sia permessa una breve premessa afferente l’argomento.

Con la denominazione “Bed and Breakfast”, la cui traduzione letterale significa “letto e colazione”, si identifica l’attività, di origine indubbiamente anglosassone, consistente nell’offrire ospitalità a pagamento presso la propria abitazione. Dal punto di vista normativo non vi sono a livello nazionale provvedimenti riguardanti espressamente la formula B&B.

Numerose sono, invece, le leggi regionali che, in maniera articolata, disciplinano un fenomeno che è esploso e tende sempre più ad espandersi.

In Puglia la suddetta materia è regolata dalla Legge Regionale del 24 luglio 2001, n. 17 che, dopo aver stabilito nel suo primo articolo la finalità della stessa legge, stabilisce con l’articolo 2 che: “costituisce attività ricettiva di Bed and Breakfast l’offerta del servizio di alloggio e prima colazione da chi, nella casa in cui abita, destina non più di sei camere con un massimo di dieci posti letto, con carattere saltuario o per periodi stagionali ricorrenti”.

Superando in questa sede gli adempimenti amministrativi, ben elencati nell’articolo 4 delle legge in esame, dalla predetta definizione interessante appare ciò che ne scaturisce a livello fiscale.

In effetti, caratteristica peculiare nell’esercizio di questo servizio è, senza dubbio, la carenza di professionalità come, talaltro, l’assenza di sfruttamento dell’immobile per fini commerciali. L’immobile, infatti, resta destinato alle esigenze abitative di coloro che offrono ospitalità e quanto ad essa connesso come, ad esempio, servizi di pulizia delle stanze e prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione, che vengono forniti in assenza di autorizzazioni sanitarie e senza l’impiego di particolari strumentazioni tecniche, ma avvalendosi della normale organizzazione familiare...

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