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Studio Legale Tributario

Le conclusioni dell'Avvocato Christine Stix-Hackl

LE CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE CHRISTINE STIX-HACKL AFFERMANO CHE LA LEGGE ISTITUTIVA DELL’IRAP RICADE NEL DIVIETO DI CUI ALL’ART 33, N.1, DELLA VI DIRETTIVA CEE (DIR. IVA)

Plauso per le conclusioni, ma dubbi di coerenza del sistema e di legittimità costituzionale se la sentenza dovesse adottare i limiti e le condizioni posti dall’Avvocato Generale per il diritto al rimborso dell’IRAP.

Sembra che la Corte di giustizia si stia orientando per l’espunzione dall’ordinamento giuridico italiano del decreto legislativo 446/97, che nel suo titolo I, ha istituito l’IRAP.

Se la Corte dovesse confermare le conclusioni dell’Avvocato Generale Christine Stix Hackl dovremo ritenere la suddetta normativa incompatibile con il diritto comunitario (art.33, n.1, VI Dir CEE).

Infatti, l’Avvocato Generale Christine Stix Hackl, così come aveva ritenuto l’Avvocato Generale Jacobs, ha affermato la incompatibilità dell’IRAP col diritto comunitario.

Ha chiaramente affermato che: “un’imposta con le caratteristiche dell’IRAP quali descritte dall’ordinanza di rinvio pregiudiziale, vale a dire la quale

– è riscossa su tutte le persone fisiche e giuridiche che esercitano abitualmente un’attività diretta alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi, – colpisce la differenza tra i ricavi e i costi dell’attività tassabile,

– è applicata in ordine a ciascuna fase del processo di produzione e di distribuzione corrispondente ad una cessione o ad una serie di cessioni di beni o servizi effettuata da un soggetto passivo, e – impone, in ciascuna di tali fasi, un onere che è globalmente proporzionale al prezzo al quale i beni o i servizi sono ceduti, ricade nell’ambito del divieto di cui all’art. 33, n. 1, della sesta direttiva del Consiglio 77/388/CEE, riguardante altri tributi nazionali che abbiano le caratteristiche di un’imposta sulla cifra d’affari…”...

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