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Studio Legale Tributario

Il reclamo e la mediazione alla luce della circolare AE n. 6 del 19/03/2012

RECLAMO E MEDIAZIONE SECONDO LA CIRCOLARE N. 9/2012

SCHEMA

RIFERIMENTO NORMATIVO

Art. 17-bis D. Lgs. N 546 del 31/12/1992 Rubricato: “Il reclamo e la mediazione” Tale disposizione ha introdotto, per le controversie di valore non superiore ai ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle Entrate, notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, un rimedio da esperire in via preliminare ogni qualvolta si intenda presentare ricorso in C.T.P.

DI COSA SI TRATTA
Si tratta di un’istanza che anticipa il contenuto del ricorso nella quale il contribuente chiede l’annullamento totale o parziale dell’atto sulla base degli stessi motivi di diritto e di fatto che intenderebbe portare in Commissione Tributaria nell’eventuale fase del giudizio.

È in facoltà del contribuente inserire nella medesima istanza una proposta di mediazione.

A COSA E’ FINALIZZATA
La procedura in analisi deve ritenersi sostanzialmente finalizzata a evitare il "rinvio" ai giudici tributari delle contestazioni che possono essere risolte in sede amministrativa, attraverso un esame volto ad anticipare l'esito ragionevolmente atteso
del giudizio, tenuto conto della situazione di fatto e di diritto sottesa alla singola fattispecie.

Considerata la ratio della normativa in esame, che "introduce un efficace rimedio amministrativo per deflazionare il contenzioso relativo ad atti di valore non elevato emessi dall'Agenzia delle entrate", la mediazione tributaria rende difficilmente giustificabile l'instaurazione del contenzioso in presenza di istanze fondate e concretamente mediabili.

L'AMBITO DI APPLICAZIONE DEL NUOVO ISTITUTO
La tipologia di atto impugnato

Dal combinato disposto del comma 1 dell’art. 17 bis che dispone l'applicazione del nuovo istituto alle controversie aventi ad oggetto gli "atti emessi dall'Agenzia delle entrate" nonché del successivo comma 6 che stabilisce: "Per il procedimento si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12, 18, 19, 20, 21 e al comma 4 dell'art. 22, in quanto compatibili" si ricava che il contribuente deve esperire la faseamministrativa ogni qual volta intenda impugnare uno degli atti individuati dall'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, emessi dall'Agenzia delle entrate, e il valore dellacontroversia non sia superiore a ventimila euro.

Ne deriva che sono oggetto di mediazione le controversie relative a:
• avviso di accertamento;
• avviso di liquidazione;
• provvedimento che irroga le sanzioni;
• ruolo;
• rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti;
• diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
• ogni altro atto emanato dall'Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l'autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie. 3

Si ritiene, infine, che trovi applicazione al procedimento di mediazione anche il disposto dell'art. 19, comma 3 del D.Lgs. n. 546/1992, in base al quale "La mancata
notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo".
Ciò comporta che il contribuente, qualora intenda impugnare, con il ricorso, anche un atto presupposto adottato dall'Agenzia delle entrate, del quale affermi la mancata
precedente notificazione, è tenuto ad osservare preliminarmente la disciplina introdotta dall'art. 17- bis del D.Lgs. n. 546/1992 e, quindi, a presentare reclamo.

ATTI NON RICONDUCILBILI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
• Cartella di pagamento;
• avviso di mora di cui alla lett. e) dell'art. 19, comma 1 del D.Lgs. n. 546/1992; peraltro, tale atto è stato soppresso e sostituito dall'avviso di intimazione di cui all'art. 50, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602;
• iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'art. 77 del D.P.R. n. 602/1973, prevista dalla lett. e- bis ) del medesimo art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992;
• fermo di beni mobili registrati, di cui all'art. 86 del D.P.R. n. 602/1973, elencato sub lett. e- ter ) dell'art. 19, comma 1;
• atti relativi alle operazioni catastali, indicate nell'art. 2, comma 3, del D.Lgs. n. 546/1992.

Resta inteso, tuttavia, che, nel caso in cui eccepisca la mancata notifica di un atto presupposto riconducibile all'attività dell'Agenzia delle entrate, il contribuente è comunque obbligato a presentare preliminarmente il reclamo.

ATTI ESCLUSI 4
Secondo l’espressa previsione normativa di cui al comma 4 dell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/92 sono esclusi dalla mediazione le controversie concernenti il recupero di aiuti di Stato.

L'AGENZIA DELLE ENTRATE QUALE PARTE DEL GIUDIZIO
Con particolare riguardo alla cartella di pagamento si possono presentare le seguenti situazioni:

a) se il contribuente solleva contestazioni attinenti esclusivamente a vizi propri della cartella di pagamento -quali, ad esempio, le eccezioni relative alla ritualità della notifica - la controversia non può essere oggetto di mediazione;

b) nel caso in cui impugni la cartella di pagamento sollevando vizi riconducibili solo all'attività dell'Agenzia delle entrate e la relativa controversia sia di valore non superiore a ventimila euro, il contribuente deve preventivamente esperire il procedimento di mediazione;

c) qualora il contribuente, in sede di impugnazione della cartella di pagamento, formuli eccezioni relative sia all'attività svolta dall'Agenzia sia a quella dell'Agente della riscossione , si possono verificare le seguenti ipotesi:

c.1) Il contribuente notifica il ricorso solo all'Agente della riscossione In questo caso, l'Agente della riscossione ha l'onere di chiamare in causa l'Agenzia delle entrate, considerato quanto disposto dall'art. 39 del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112.
Intervenendo in giudizio, la Direzione eccepisce, limitatamente alle contestazioni sollevate in relazione all'attività dell'Agenzia, l'inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 17- bis , comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, in base al quale la presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso. In subordine, la stessa Direzione si difende nel merito, mentre l'Agente della riscossione svolge la propria difesa per quanto concerne i vizi propri della cartella di pagamento, riconducibili quindi alla propria attività, non operando rispetto a questi la previsione di inammissibilità di cui all'art. 17- bi , comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992;

c.2) Il contribuente avvia la fase di mediazione nei confronti dell'Agenzia, senza notificare il ricorso all'Agente della riscossione In tale ipotesi, trova applicazione l'art. 17- bis del D.Lgs. n. 546/1992, in relazione alle contestazioni riguardanti l'Agenzia delle entrate.

c.3) Il contribuente notifica il ricorso all'Agente della riscossione e contestualmente avvia la fase di mediazione con l'Agenzia delle entrate Anche in tal caso trova applicazione il procedimento di cui all'art. 17- bis del D.Lgs. n. 546/1992.

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